La santità non ha una misura, poiché Dio è infinito e la santità che viviamo é la partecipazione alla infinità santità di Dio. La crescita nella santità non si fa per gradi. Nel battesimo riceviamo, in germe, quello di cui abbiamo bisogno per crescere e produrre frutti. Ciò che piace al Padre, dice Gesù, è che portiate molto frutto e il vostro frutto rimanga. (Gv 15,16). C'è un cammino da percorrere. Le tappe spirituali non sono tempi separati, ma ci accompagnano tutta la vita. I peccati pregiudicano molto il nostro cammino spirituale. E' necessaria la conversione. Il cammino spirituale esige il superamento del male. Cercare di uscire dai peccati coscienti e dai difetti, è segnale di crescita.Quello che manca è l'esame di coscienza per sapere dove sbagliamo. Colui che non si esamina non cresce. Meglio esaminare la coscienza piuttosto che lasciare che i peccati creino radici in noi. Dopo non avremo forza per vincere. La conversione si fa attraverso uno sforzo personale e con l'aiuto della grazia. Da qui, l'importanza della confessione che, oltre ad aiutarci con il perdono, ci fortifica con la grazia del sacramento. Possiamo pensare: non sono in grado di vincere! E' più forte di me! Ma la grazia del sacramento è la presenza di Gesù medico, guaritore, sostegno e fortezza. Un passo avanti è già una vittoria molto grande. Quel poco che si vince è già molto. La grazia di Dio è più grande della nostra fragilità. Il primo stadio è la liberazione dai mali. Peccati ne avremo sempre, e quanto più saremo vicini a Dio, tanto più saremo in grado di vedere le nostre fragilità. Chi cresce in Dio ha molta sensibilità e vede meglio come poter migliorare. Convertirsi è il primo passo.
692. Contemplazione - ricerca di Dio
La seconda tappa è la contemplazione. Per parlare di questa verità occorre viverla. E mi manca ancora molto. Contemplazione non è un miracolo e neppure è impossibile. E' un cammino aperto per tutti. Contemplare è credere in Dio amando. Noi lo realizziamo attraverso l'orazione. La contemplazione ha molte varietà. Sto contemplando quando comincio a percepire che Dio è realmente importante nella mia vita, quando ho interesse a entrare in contato con Lui con la preghiera. Contempliamo quando siamo capaci di percepire la presenza di Dio, non visibile, ma reale; non con i miracoli, ma con l'amore. Quando l'amore fa parte della mia vita, sono già nel cammino. Dico che amo Dio quando amo gli altri: "Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato" (1 Gv 5,1). La contemplazione non è un privilegio per pochi. Tutti possono contemplare Dio. Il nostro popolo buono e fedele contempla Dio ! La preghiera è frutto di questo incontro con Dio. Se amiamo Dio, conversiamo con Lui, questo è pregare.