Gesù è stato presentato ai pastori, ai magi ai giudei e ora nel Battesimo al Giordano è presentato ai discepoli. Giovanni Battista dona la sua testimonianza: “Questo è il Figlio di Dio!”. Il Battista vede la sua missione affinché Gesù fosse manifestato a Israele, la sua testimonianza sarà poi confermata dall’Alto!
n. 1302 Omelia 2^ Domenica T.O. 19.1.12014 Pe Luiz Carlos de Oliveira Redentorista
Compio la Tua volontà
Ecco l’Agnello di Dio
La 2^ Domenica fa parte della Manifestazione del Signore. Sebbene Matteo sarà l’evangelista dell’anno, questa domenica leggiamo il vangelo di Giovanni nel quale Gesù viene presentato ai giudei da Giovanni Battista. Il quale mostra che Gesù è il più grande, perché esiste prima di lui. Il Battista vede la sua missione come una preparazione affinché Gesù fosse manifestato a Israele. Per Giovanni è fondamentale la conoscenza dell’azione dello Spirito: “Vidi lo Spirito Santo discendere sopra di Lui come una colomba e rimanere su di Lui” (32). È Lui che battezza con lo Spirito Santo. Gesù agisce sullo Spirito. Giovanni Lo presenta come l’Agnello di Dio: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29). Questa parola riassume tutta la missione di Gesù. Egli è il Servo che si carica il peccato degli uomini e si offre in espiazione. Ricordiamo l’agnello di Pasqua, simbolo della redenzione d’Israele. La parola Agnello è associata a Servo che è una profezia su Gesù, il Servo sofferente. L’Agnello è sacrificato per il peccato, poiché toglie il peccato del mondo e apre a tutti il cammino verso Dio. Questo sacrificio permette di entrare in comunione con Dio. Quando parliamo del sacrificio di Gesù, pensiamo solo alla Croce. Ma il Suo sacrificio non è solo un martirio di dolore, ma una consegna totale al Padre per il mondo, in tutta la Sua vita. Il sacrificio di Cristo è offerta della volontà. Fare la volontà di Dio è il fondamento e la consistenza del sacrificio di Cristo che è già presente nell’Incarnazione. Il sacrificio della volontà è contenuto dal sacrificio di Cristo. È l’obbedienza amorosa alla volontà di Dio. Distrugge il peccato perché gli toglie tutta la forza di rivolta contro Dio. E realizza la comunione
Luce delle nazioni
La liturgia ci presenta il testo di Isaia sul Servo. È una figura molto ricca che la Chiesa ha assunto come profezia su Gesù. Il Servo è preparato da Dio per il recupero del popolo e per essere luce delle nazioni affinché la salvezza arrivi fino ai confini della terra (Is 49, 5-6). Paolo continua la missione di presentare il Cristo al mondo come Luce. Nel giorno in cui si accredita che il Cristo è la Luce del mondo, questo potrà essere il nuovo cielo e la terra nuova. Non attendiamo già la perfezione, ma la sua ricerca permanente. La missione è destinata a sviluppare l’uomo come un tutto, rinnovare i cuori e dare vita in abbondanza a tutti. Non si tratta solo di convertire cuori a Dio, ma convertirli all’amore di tutti.
Chiamati a essere santi
Paolo insegna che tutti sono chiamati a essere santi (1 Cor 1,2). La santità consiste nel lasciarsi guidare dallo Spirito che forma in noi l’immagine del Figlio di Dio. Questa si formerà quando faremo nostra la volontà di Dio. Sappiamo che quando faremo la volontà di Dio, Egli farà sua la nostra volontà. Per questo Gesù disse: “Tutto quello che chiederete al Padre, Egli ve lo darà” (Gv 15,16). Non è vera una religione quando è rivolta solo a se stessi. Sarà vera, invece, solo se sarà rivolta a Dio e ai fratelli. La certezza della fede cristiana c’è quando ci apriamo alla comunione. Essere Santo è testimoniare con la vita il sacrificio dell’Agnello, facendo come Lui, la volontà del Padre. Essere santo è essere luce e apostolo. La redenzione è presente quando celebriamo l’Eucaristia, “tutte le volte che celebriamo questo sacrificio, si rende presente la nostra redenzione” (offertorio). Chiediamo lo Spirito di carità affinché viviamo uniti nell’amore a coloro che si alimentano con lo stesso pane.
Letture: Is. 49, 3.5-6; S. 39; 1 Cor. 1, 1-3; Giovanni 1, 29-34
|