La Parola si fece carne
 
 
 

nº 1079
Articolo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

La Parola si fece carne

 

1038. E’ un fatto storico

 

Una volta una persona commentando la presenza di Gesù nell’Eucaristia, disse che l’ostia è tanto piccola, ed un’altre le rispose: “l’amore non ha bisogno di spazio”. Il mondo ha sempre apprezzato la grandezza dei suoi dei. Per questo quando Dio si è fatto uno di noi, assumendo la nostra carne per manifestarsi, ha scioccato il suo popolo che non ha accettato la sua piccolezza. E’ troppo per chi vuole grandezza, un Dio bambino tanto fragile. Dio non è un evento dell’immaginazione o di una favoletta, ma è un fatto storico, avvenuto in un giorno, con la presenza di persone che ne hanno dato testimonianza. Egli non è un uomo che è stato divinizzato, nè un’idea che ha prodotto una narrazione simbolica. Giovanni Evangelista scrive nella sua lettera: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza” (1 Gv. 1-3) . Giovanni racconta un fatto di cui è stato testimone: toccare e vedere. Gesù stava unito al Padre e apparve e si manifestò a noi per instaurare la comunione con Dio nella sua persona. L’Incarnazione di Gesù è un fatto, come altri fatti che avvengono nella storia, nei quali noi crediamo. Gesù si è fatto presente nella nostra condizione umana, fragile, piccolo fino a non potersi esprimere. Per questo è stato rifiutato, mentre ci piace ascoltare mirabolanti avventure inventate. Accogliamo volentieri le tesi moderne derivanti dai libri di maggiore successo, e non crediamo nei testimoni che videro al vivo o ricevettero dai più prossimi la testimonianza. Minimo è mancanza di criterio.

 

1039. Dio tra noi

 

La storia l’afferma, la fede lo conferma: Dio si è fatto presente tra noi. È il più grande avvenimento di tutti i tempi della storia. È il senso per il quale esistono il mondo e la storia. Non abbiamo bisogno di sapere come è stato fatto il mondo, ma sappiamo che fu fratto. Perchè Dio andasse fino a lui per dare la partecipazione alla sua vita che è il senso di tutto. Questo mistero è di totale importanza. Se noi lo disconosciamo, Dio non ci disconoscerà e resterà sempre aperta la possibilità dell’incontro con Lui. Come sarebbe bello  se sapessimo percepire di più e meglio questo mistero dell’Incarnazione. “ E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Gv. 1.14)

 

1040. un cammino per la vita

 

La presenza di Dio nel mondo è un fatto, ma è anche un cammino di vita, perchè il nostro modo di vivere deve corrispondere a questo mistero rivelato. Quanto più Dio penetra la nostra vita, più noi penetriamo nella sua. Dio cammina in direzione dell’uomo, e noi camminiamo nella sua direzione. E, allo stesso modo partecipiamo dei piani di Dio di mostrare amore e vita ai più abbandonati. La spiritualità dell’Avvento ci invita a cercare sempre più le scelte di Gesù al fine di continuare la sua vita e camminare sulle sue vie.

 

 

 
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